La lobby di Dio by Ferruccio Pinotti

La lobby di Dio by Ferruccio Pinotti

Author:Ferruccio Pinotti
Format: mobi, epub
Published: 2011-05-15T22:00:00+00:00


L’inchiesta Why Not in Calabria

Emergenza lavoro: il sistema della Cdo in Meridione Il lavoro, si sa, in Meridione è il problema numero uno. Disoccupazione, sottosviluppo, mancanza di investimenti e di infrastrutture creano una cronica carenza di chance al Sud, specie delle zone più depresse. Cl e Compagnia delle opere hanno colto da tempo il problema e creato un «sistema» organico di rapporti, iniziative e attività imprenditoriali che si pone quasi come una realtà «parallela» e alternativa alla disorganizzazione e alla casualità che spesso dominano al Sud.

Nell’universo di rapporti umani e professionali creato da Cl e Cdo in Meridione tutto funziona invece come un orologio svizzero: le occasioni di lavoro si generano da sole, le imprese si creano senza difficoltà, i fondi europei – soprattutto quelli: parliamo di miliardi di euro – fluiscono senza problemi alimentando business ordinati e ricchi di valori cristiani, nei quali è facile inserirsi se si è amici di Cl; se nel suo grande gioco si coinvolgono i parenti più stretti, la moglie e i figli. Il Sud ha sempre amato la condivisione, l’amicizia, il «vogliamoci bene»: quale terreno migliore, allora, per Cl ma soprattutto per il suo braccio operativo, la Cdo? Il nobile criterio dell’«amicizia operativa» deve funzionare bene in Calabria, Puglia, Basilicata, Campania, Sicilia, si sono detti i seguaci di don Giussani. E così

hanno iniziato a darsi da fare. Uomini come Antonio Saladino, presidente della Compagnia delle opere del Meridione (condannato in primo grado a due anni nel marzo 2010) hanno iniziato 260

La lobby di Dio

a creare società, assumere amici, vincere appalti, coinvolgere politici, in un crescendo rossiniano alimentato dalle enormi risorse finanziarie che da Bruxelles continuavano a fluire senza sosta. Poi qualcuno ha aperto gli occhi, ha capito che qualcosa non andava, che non tutto era trasparente: era un giovane magistrato, figlio a sua volta di un magistrato. Il 27 marzo 2007 parte dal sostituto procuratore Luigi De Magistris della Procura di Catanzaro un’inchiesta ad ampio raggio sui rapporti tra politica, Compagnia delle opere, massoneria, lobby d’affari varie. Un terremoto giudiziario che, collegandosi alle inchieste avviate dal pm John Henry Woodcock a Potenza, disegna una vera e propria «Tangentopoli del Sud», una Mani pulite che non ha più come epicentro Milano, ma l’intero Meridione.

L’inchiesta di De Magistris, infatti, parte dalla Calabria ma si estende al resto d’Italia: un presunto gruppo di potere trasversale agli schieramenti politici viene messo sotto accusa dal pm, che ordina ventisei perquisizioni in tutto il paese. Finiscono nel mirino politici e consulenti a tutti i livelli, anche i più alti. Il 25 giugno 2007 si diffonde la notizia (poi smentita) di un avviso di garanzia al premier Romano Prodi; tra gli indagati figurano in quel momento Piero Scarpellini, consulente del governo Prodi, tre consiglieri regionali (due erano assessori in carica nell’esecutivo di centrosinistra della Regione Calabria), ma anche esponenti del centrodestra, un generale della Guardia di finanza e alcuni imprenditori; come pure i servizi segreti: tra i perquisiti un dipendente del Sismi e uno del Cesis.

Ventisei le perquisizioni, venti gli



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